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Pulizie d'estate: ecco da cosa derivano e perché le facciamo

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Che le “pulizie d'estate” siano divenute un cliché è, ormai, incontestabile.

Intramontabile rituale associato alle rondini disegnate sui quaderni dai bambini, questa prassi di mettere a soqquadro casa, arrivando a tirar fuori da sgabuzzini e dispense l’inverosimile, non appartiene certo ai nostri tempi. Ai giorni d’oggi, infatti, il tempo per darsi alle pulizie domestiche o di uffici è davvero poco, per non dire nullo.

Ma le pulizie d'estate non “demordono” e il rituale vive ancora nella nostra era rinnovato in strumenti e tecniche, ma sempre attuale.

Pulizie d'estate: ecco cosa accadeva prima del ‘900

Le pulizie d'estate trovano la loro origine nell’uso antico di riporre, proprio con l’arrivo della bella stagione, stuoie, tappeti, materassi e cuscini fuori delle abitazioni.

Battuti per togliere la polvere, con strumenti di fortuna, questi oggetti sembravano cambiare aspetto. Un rito che si consumava ogni anno, puntuale, e che durava ben una settimana e che andava a cadere proprio nel periodo d'estate. Erano, appunto, le famose “pulizie d'estate”.

Le massaie dovettero attendere l’anno 1908 per poter ambire ad aspirapolveri portatili, manovrabili e dalle dimensioni accettabili che molto si discostavano dalla prima versione, embrionale, di qualche anno addietro che non poteva neppure essere spostata tali erano peso e dimensioni.

Come è cambiato negli anni il modo di fare le pulizie d'estate

Oggi gli strumenti di battaglia delle nostre pulizie domestiche sono robot “intelligenti” in grado di muoversi per casa senza fili e senza comandi.

Siamo molto lontani dal modo in cui si svolgevano un tempo le pulizie d'estate.

Queste vedevano impegnato il gentil sesso di intere famiglie: vicine di casa, amiche, sorelle e persino nuore e suocere in questo evento tanto atteso scorgevano la ghiotta occasione di fare pettegolezzo.

Un evento importante quasi quanto il Natale, nel quale non si scorgeva ombra della presenza di uomini, lieti di potersi acquietare in pace dandosi a carte e gioco lontani dalle loro amate consorti.

Oggi durante tutto l’anno lo sappiamo bene: le pulizie sono limitate ad una veloce riassettata che ha luogo prevalentemente la domenica mattina, giusto quell’oretta in tutta fretta prima di scappare nei centri commerciali.

Ma, con l’arrivo della primavera, le cose sembrano cambiare

Complice il clima più mite e favorevole, le giornate più luminose ed il risveglio della vita, sia nel regno vegetale che in quello animale, sembra che qualcosa si risvegli anche dentro di noi … e allora non ci basta spolverare, spazzare e lavare a terra.

Lo abbiamo nel DNA: da sole, o con l’ausilio di una professionale impresa di pulizie, non possiamo fare a meno di rivoltare come un calzino le nostre case, magari aiutate dai nostri mariti, sempre più avvezzi, oggi, ai lavori domestici un tempo rigidamente demandati alle donne.

A chiedercelo è il nostro desiderio di mantenere viva una sorta di retaggio che ci portiamo dietro, cristallizzato e radicato nelle abitudini delle nostre nonne sin dai tempi più remoti.